Camminata della Salute

ASST: LA SECONDA “CAMMINATA DELLA SALUTE” PER PREVENIRE ICTUS E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

È stata programmata per domenica 15 maggio, dal Dipartimento di Neuroscienze e dal Centro Riabilitativo Cardiologico dell’ASST di Lecco, la seconda “Camminata della Salute”.
L’evento è stato reso possibile grazie al patrocinio dell’OMCeO di Lecco e dall’Autorità di bacino del Lario e dei laghi minori oltre che dalla collaborazione di A.L.I.Ce. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), dell’ATS della Brianza con i Gruppi di Cammino, delle Associazioni lecchesi Giovani Diabetici (AGD) e Amici Del Cuore e del Rotary Club “Le Grigne”.
Al pari dello scorso anno, la particolare circostanza è stata pensata ed organizzata per sensibilizzare la cittadinanza lecchese sulla patologia dell’ictus che, oggi, rappresenta in Italia e nel mondo la prima causa di disabilità grave, la seconda causa di demenza e la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie.
La partenza dell’iniziativa, la cui partecipazione è gratuita (è gradita inoltre la preiscrizione chiamando il numero 335/6073278 dalle 16.00 alle 18.00, dal lunedì al venerdì), è prevista alle ore 9.00 da Via Brodoloni, a Maggianico (all’altezza del Palataurus), e procederà ad anello costeggiando le piste ciclopedonali del Lago di Lecco, passando dunque per i Comuni di Pescate, Garlate, Olginate, Calolziocorte e Vercurago fino a raggiungere, concludendo il percorso, il Camping Rivabella. Circa quindici chilometri di marcia non competitiva che servirà a ricordare l’importanza dell’attività fisica per la prevenzione dell’ictus e di altre importanti patologie.
“Molte malattie neuro e cardiovascolari – spiegano Andrea Salmaggi e Pierfranco Ravizza, rispettivamente Primario delle Neuroscienze, il primo, e del Centro Riabilitativo Cardiologico, il secondo – sono correlate alle cattive abitudini alimentari e alla inattività fisica. Controllare i comportamenti scorretti, noti come fattori di rischio, allunga e migliora la qualità della vita”.
“Fumo, pressione arteriosa, colesterolo e glicemia fuori norma, uniti a sedentarietà e ad attività lavorativa stressante, possono ridurre l’aspettativa di vita e aumentare la durata della malattia. Per tutti, sani e malati, il primo livello di prevenzione consiste nello svolgere attività fisica regolare e controllata” puntualizza Chiara Scaccabarozzi, referente della Stroke Unit dell’Ospedale Manzoni, e organizzatrice della camminata.
Vale la pena ricordare che saranno presenti, lungo tutto il percorso della camminata, gli operatori del Dipartimento di Neuroscienze con uno stand informativo sulle corrette abitudini per prevenire l’ictus insieme agli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica del Manzoni e ai volontari dell’Associazione AGD di Lecco che effettueranno la prova gratuita della pressione arteriosa e della glicemia a tutti i partecipanti e a chiunque fosse interessato.

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L’ictus, attualmente, è la prima causa di disabilità grave, la seconda causa di demenza e la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. In Lombardia questa patologia rappresenta uno dei principali motivi di ricovero.
“L’ictus si presenta in forme diverse– spiega Andrea Salmaggi, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Lecco – può essere, infatti, ischemico (85% dei casi) oppure emorragico (15%). Possiamo riconoscere la patologia da importanti sintomi come la perdita di forza o di sensibilità, la difficoltà nel mantenere l’equilibrio, la confusione o il disturbo della parola, difficoltà nel vedere, una cefalea violenta”.
Nel 2015, tra i 700 ricoveri all’anno nella Struttura Neurologica del Manzoni e i 640 del Mandic, più del 40% è rappresentato da pazienti affetti da patologie cerebrovascolari acute ovvero sono soggetti colpiti da ictus ischemico o emorragico (in entrambi gli Ospedali i casi trattati sono per il 25% emorragici e per il 75% ischemici).
Il trattamento più efficace per la particolare malattia? “Sicuramente quello  trombolitico (la somministrazione di un farmaco che scioglie il trombo, per via venosa) è quello più sicuro ed efficace: lo si avvia soltanto entro le 4 ore e mezzo dall’esordio dei sintomi o, in casi particolarmente selezionati, entro le 6 ore. Nei nostri Ospedali, nel corso del 2015, il numero complessivo di trombolisi praticate sono state circa 50 nell’arco di tutto l’anno” puntualizza Salmaggi.
Nei primi quattro mesi di questo 2016, invece, sono già state eseguite tra Lecco e Merate ben 20 procedure di trombolisi (di cui 5 per via endovascolare).