IMPIANTO DEL CATETERE DA DEFIBRILLAZIONE PIÙ PICCOLO AL MONDO
Data:
5 Giugno 2026
Eseguito con successo, all’ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco, il primo impianto del catetere da defibrillazione più piccolo al mondo, Omnia Secure™, una tecnologia di ultima generazione nell’ambito dell’elettrofisiologia cardiaca.
L’impianto di questo catetere rappresenta una delle innovazioni più significative nel campo della defibrillazione cardiaca impiantabile (ICD); si tratta di un catetere ultrasottile, circa il 64% in meno rispetto ai cateteri tradizionali, nonché privo di lume interno; questo comporta una riduzione netta del rischio di complicanze vascolari e di fratture del catetere a distanza, principali limiti dei defibrillatori endocavitari.
La procedura è stata eseguita su un paziente di 75 anni affetto da scompenso cardiaco secondario a cardiomiopatia dilatativa post-ischemica avanzata, già portatore di pacemaker definitivo.
La complessità del quadro clinico rendeva necessario l’impianto di un defibrillatore per la prevenzione del rischio di morte cardiaca improvvisa.
L’intervento è stato realizzato dall’équipe della Struttura Complessa di Cardiologia di Lecco, composta dai cardiologi Antonio Pani, responsabile della Struttura Semplice di Aritmologia ed Elettrofisiologia, Roberta Brambilla, Laura Frigerio e Francesco Panzeri, con il supporto del team tecnico-infermieristico formato da Valentina Padrenostro, Elisa Paradiso, Roberto Di Stefano e Ilaria Maini. Il gruppo si colloca tra i primi in Europa ad adottare questa innovativa tecnologia.
La morte cardiaca improvvisa rappresenta circa il 50% dei decessi legati alle patologie cardiovascolari ed è tra le principali cause di morte sotto i 60 anni. In assenza di defibrillazione immediata, la sopravvivenza è inferiore al 10%. In Europa si registrano ogni anno circa 400.000 arresti cardiaci, di cui circa 60.000 in Italia.
I defibrillatori impiantabili hanno la funzione di riconoscere e interrompere, tramite l’erogazione di uno shock elettrico, le aritmie ventricolari rapide che possono causare arresto cardiaco, come la tachicardia ventricolare e la fibrillazione ventricolare.
Ultimo aggiornamento
5 Giugno 2026, 11:15
ASST Lecco